giovedì 9 febbraio 2017

CLAUDIO MAGRIS PREMIO “RHEGIUM JULII”

La recente visita di Claudio Magris a Reggio Calabria in occasione del conferimento del Premio Rhegium Julii alla carriera, oltre a segnare la mia prima uscita ufficiale quale delegato alla Cultura del sindaco Giuseppe Falcomatà, mi ha dato l’opportunità di conversare con quello che è unanimemente considerato uno dei mostri sacri della cultura europea. Magris ha il grande merito di aver svelato i grandi tesori contenuti nello scrigno della Mitteleuropa in materia di letteratura, pensiero e storia vivida. Grazie a lui abbiamo scoperto un immenso scrittore quale Joseph Roth, grande cantore decadente di tutte le frontiere sia reali, che metaforiche.
Ho l’abitudine di incontrare i miei scrittori preferiti accompagnato da un loro vecchio libro (lo faccio anche con i dischi, in occasione di qualche buon concerto); per Magris ho scelto un titolo decisamente emblematico del suo mondo e delle sue tematiche, vale a dire “Illazioni su una sciabola” edito da Laterza, con i soldini della Cariplo. E qui apro una parentesi su questi editori “storici”, che accettano con disinvoltura di farsi finanziare una pubblicazione prestigiosa da una Banca ma vengono meno al loro ruolo di editori, producendo un libro privo di risvolti e delle indispensabili note paratestuali.
Il protagonista del libro è un personaggio reale che sembra fuoriuscito dalla penna di Roth, si tratta del generale Peter Krasnow, che aveva combattuto nell’armata bianca e poi si era inserito nel variegato mondo dei collaborazionisti russi del Terzo Reich. Il tutto ambientato nella regione che meglio incarna questo concetto di frontiera: la Carnia.
Magris, dedicandomi il libro, non si è affatto stupito della mia scelta, anzi ha concordato sulla sua piena aderenza alle tematiche rothiane.
Citazioni da “Illazioni su una sciabola” di Claudio Magris
-…Villa Santina, uno di quei paesi della Carnia nei quali la vita assomiglia al bar di una stazione.
-La menzogna è altrettanto reale quanto la verità, agisce sul mondo, lo trasforma, è davanti a noi, la possiamo vedere e toccare, fungo velenoso che non è perciò meno reale di quelli mangerecci…
-Così agisce chi è incalzato dalla morte e si aggrappa all’ora di pace che riesce a strappare, anche se questa affretta la sua fine. La siringa, con la quale il drogato si buca, gli toglie anni, ma gli regala un giorno. Forse ognuno di noi vive così.
-Ci sono, caro don Mario, rivelazioni che arrivano quando ormai è troppo tardi per uscire dalle maglie dell’inganno che ci siamo cucite addosso. Le azioni hanno un peso e una dignità che non valutiamo mai abbastanza e non sono revocabili a piacere, come una facile retorica delle buone intenzioni vorrebbe farci credere… L’abitudine può molto su di noi, ci induce a ripetere gli stessi gesti con sbadata schiavitù, si tratti di collezionare francobolli, fumare o fare l’aguzzino.
-…il fascismo è anzitutto quest’incapacità di scorgere la poesia nella dura e buona prosa quotidiana, questa ricerca di una poesia falsa, enfatica ed eccitata.
-…Quest’elsa affiorata tra le zolle mi fa pensare a quel tronco, che ora sarà ancor più cancellato, ma non ancora del tutto; mi fa pensare alla brevità ma anche alla durata della nostra vita e mi sembra conciliare il grande sì che diciamo al nostro tramonto, accettandolo serenamente, con la piccola resistenza che giustamente gli opponiamo, anche quando crediamo, come credo io, di essere sazi e stanchi di vita, perché anche un pomeriggio in più al caffè San Marco è poca cosa rispetto all’eternità ma è pur sempre qualcosa, e forse non tanto poco.
Franco Arcidiaco
Claudio Magris, Illazioni su una sciabola, Cariplo-Laterza,1984, Lire 9.000


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