martedì 19 maggio 2020

L'UNIONE SOVIETICA FU L'ARTEFICE DELLA VITTORIA CONTRO IL NAZIFASCISMO

Cari compagni! Cittadini russi! Cittadini di tutta l'Unione Sovietica!
Oggi questa festa è arrivata a noi, a 75 anni della Grande Vittoria del popolo sovietico sulla peste bruna del ventesimo secolo, il nazifascismo. Sull'altare della Vittoria sono andate 27 milioni di vite dei nostri amici e parenti. Eterno a loro il nostro ricordo riconoscente!
Quel tempo fantastico è cambiato. Sembra che recentemente la memoria di quelle ultime battaglie della guerra si sia estinta, anche se ci sono ancora testimoni viventi: i veterani della Grande Guerra Patriottica, quando l'Europa, liberata dai fascisti, incontrò il soldato liberatore sovietico con i fiori.
Ma oggi l'atmosfera nel mondo è diversa, si celebra questo anniversario in diversi modi. In Occidente, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, hanno annunciato di aver sconfitto loro la Germania. La medaglia internazionale emessa per il
75° anniversario della Vittoria non ha considerato necessario rappresentare la bandiera dell'URSS tra le bandiere dei paesi vittoriosi, sebbene fu l'Unione Sovietica guidata da Stalin a sostenere il peso della lotta contro il blocco fascista della Germania e dei suoi satelliti dell'Europa occidentale. Più di 3/4 del numero totale di divisioni nemiche combatterono sul fronte sovietico-tedesco. Fu sul territorio dell'URSS che si verificarono gli eventi più tragici e determinanti della guerra. A Praga, per l'anniversario, decisero di rimuovere il monumento al maresciallo I.S. Konev, le cui truppe salvarono questa città dalla completa distruzione. In Ucraina, sono stati attaccati e vandalizzati non solo i monumenti dei nostri illustri comandanti, ma anche dei semplici soldati liberatori, tra cui una parte significativa erano gli stessi ucraini. Alle nuove generazioni ucraine viene insegnato che la libertà e l'indipendenza dell'Ucraina sono state difese da Bandera nella lotta contro il bolscevismo, i selvaggi e i carnefici della loro gente, diventano eroi.
75 anni fa, i nostri padri, nonni, bisnonni difendevano la libertà e l'indipendenza della Patria sovietica, dandole un cielo sereno sopra la testa e la fiducia nel domani. Noi, oggi viventi, dobbiamo ricordare che nelle nostre anime vivono i cuori di coloro che hanno dato la vita per il nostro futuro pacifico. Questi sono i cuori di coloro che sono periti, ma ci sono vicini e in unione, da Brest a Minsk, da Mosca a Leningrado, Stalingrado, Sebastopoli, a Odessa e Novorossijsk, Kerch e Murmansk, sul Dnepr, sul Buh, Nistro, Danubio, a Varsavia, Budapest, Vienna e Praga e che, nei giorni di maggio del 1945, issarono lo stendardo della nostra Vittoria sul sconfitto Reichstag, nella tana fascista della nemica Berlino. Ed è proprio questa Bandiera che sventolerà nella libera Russia socialista.
Il Presidium del Consiglio centrale degli"Scienziati socialisti russi”
A cura di Enrico Vigna

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